Riapriamo le Piscine, sono sicure: il Prof. Landi parla su “la Verità”

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Riapriamo le Piscine, sono sicure: il Prof. Landi parla su “la Verità”

Avevamo già sentito il professor Francesco Landi esprimersi sulla questione piscine e covid. Ma adesso grazie a un’intervista sul giornale La Verità, la questione viene ancora più approfondita e non si può, mi pare, non dargli ragione.

Landi è presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria, ma anche responsabile della Medicina interna geriatrica al Policlinico Gemelli di Roma. Come se non bastasse è anche consigliere di Sport e salute spa, società del ministero dell’Economia per lo sviluppo dello sport in Italia. Quindi diremmo che è abbastanza titolato per esprimere un parere di questo genere.

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L’intervista a Landi sulla riapertura delle piscine

Afferma Landi «Non devo dire io di riaprire palestre e piscine. Non sono un politico. Come medico, però, le considero luoghi di cura. Per anni abbiamo studiato, dimostrato da un punto di vista scientifico e quindi divulgato che l’esercizio fisico e lo sport sono quei due stili di vita che ci garantiscono di stare bene».

“Di sicuro, è documentato che l’esercizio fisico non solo previene e contrasta l’insorgenza di malattie come quelle cardiovascolari e metaboliche, ma migliora anche il pattern immunitario“.

Il nuoto fa invecchiare bene

Inoltre il nuoto e l’attività fisica in generale ci dice Landi “È la strategia per invecchiare bene: la longevità non è soltanto un dono genetico odi natura, ma si conquista con i corretti stili di vita». Ma al momento nessuno può trarre beneficio da questa attività perché palestre e piscine sono chiuse. «Abbiamo giustamente detto che andare al supermercato è un bene primario, non demandabile: con le dovute cautele di igienizzazione, distanza e protezioni è un luogo dove approvvigionarsi di materie prime per sostentarsi. Dovremmo immaginare che anche piscine e palestre siano considerate un bene primario dove fortificarsi. E lo sono soprattutto in questa fase della pandemia».

Il nuoto e l’attività fisica potrebbero aiutare nella sindrome post Covid

«Con un mio gruppo di lavoro siamo stati i primi al mondo a descrivere la sindrome che oggi viene chiamata “del long Covid”: a giugno abbiamo pubblicato su Jama, una delle principali riviste scientifiche mediche, un articolo che descrive i “persistent syntoms” nei pazienti guariti dal Covid».  «[Abbiamo scoperto ]Che tra queste conseguenze c’è una forma molto simile alla sindrome da affaticamento cronico. E l’esercizio fisico unito alla corretta nutrizione sono le strategie più indicate per uscire da questa prostrazione e recuperare prima una condizione psicofisica accettabile».

L’esercizio fisico non previene il Covid, ovviamente, ma «è innegabile che ci garantisce un migliore stato di salute e ci rende più prestanti». Quindi bisognerebbe prendere molto seriamente in considerazione di riaprire piscine e palestre.

«Per esempio, potremmo pensare alle persone che sono già state vaccinate: è una progettualità che mi piacerebbe portare avanti. Dobbiamo capire che le persone vanno riportate a fare attività fisica dopo questo lungo periodi di sedentarietà».

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Una garanzia in più.

Consideriamo anche che tutte le federazioni sportive hanno una serie di protocolli anche molto stringenti e sicuri. È fattible e possibile evitare l’uso di spogliatoi e docce, ad esempio. Sopratutto con l’arrivo della bella stagione.

In piscina è stato calcolato il numero massimo di bambini che possono nuotare in una corsia rispettando ampiamente il distanziamento. Bisognerebbe proprio pensare a riaprire. L’attività fisica è una medicina. Punto. Senza contare gli effetti dannosi della sedentarietà a lungo termine come aumento di peso e di indici di massa corporea, di conseguenza anche dell’indice di rischio cardiovascolare.

«Meno mortalità per tutte le cause, meno ipertensione, meno cancro, meno diabete, miglioramento della performance cognitiva, riduzione dell’ansia, della depressione e della demenza, migliore qualità del sonno, calo dell’adiposità e dell’obesità: lo scrive l’Oms. Se l’esercizio fa tutto questo, pensiamoci bene prima di lasciare ancora i centri sportivi chiusi».

Fonte: La Verità

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