Sport, Nuoto e Politica: Spitz è d’accordo e c’è chi vende la medaglia d’oro.

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Fonte immagini: ebay, Twitter

Sport e Politica: Spitz è d’accordo e c’è chi vende la medaglia d’oro.

Come ogni anno quando si avvicinano le Olimpiadi iniziano polemiche e consideraizoni. Grazie alla visibilità di questo evento  molto spesso chi vuole veicolare un messaggio politico cerca di farlo con la visibilità che proprio le Olimpiadi hanno. Alcuni sono d’accordo con questo sistema e altri no.

Proprio la leggenda del nuoto Mark Spitz (7 medaglie d’oro in basca nel 1972) crede che anche Tokyo 2021 non sarà immune da alcune proteste. In una recente intervista ha ricordato il saluto delle pantere nere durante Messico 1972. Tommie Smith e John Carlos usarono il podio per prendere posizione contro il razzismo davanti a tutto il mondo.

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Spitz ha parlato a favore dell’attivismo di stelle dello sport come LeBron James e Lewis Hamilton che hanno attirato l’attenzione su questioni di pregiudizio razziale attraverso la loro visibilità sportiva.

Thomas bach non è d’accordo

Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Thomas Bach, non sarebbe d’accordo. Infatti l’anno scorso affermò che le Olimpiadi “non sono e non devono mai essere una piattaforma per promuovere fini politici o altri fini di divisione”. Sostendendo anche che “La nostra (? ndr) neutralità politica è minata ogni volta che organizzazioni o individui tentano di utilizzare i Giochi Olimpici come palcoscenico per i propri programmi, per quanto legittimi possano essere”.

L’intervista di Spitz

Spitz ha detto delle intenzioni del CIO: “So che si impegnano per non rendere le Olimpiadi una piattaforma politica per proteste con l’espressione delle loro opinioni”. Mark crede però che, essendo ancora ben presenti i problemi politici e dei diritti civili, sia naturale per chi è oppresso cercare di dar voce alla propria protesta attraverso un immenso megafono come sono le Olimpiadi.

“Credo che ci sia un posto e un momento giusto per le proteste” aggiunge Spitz “e questo, nell’idea di molte persone, è proprio il palcoscenico Olimpico, quando tutto il mondo è in ascolto. Penso che moralmente se chi protesta sente di dover parlare, dovrebbe farlo. E c’è un modo per farlo in modo educato, politicamente corretto e accurato. Penso che quei due signori [Hamilton e James] lo abbiano fatto”.

La campionessa vende la medaglia d’oro  per finanziare la lotta contro i soprusi

Ivece Alyaksandra Herasimenia, campionessa europea nei 50m Stile Libero ha messo in vendita su ebay la sua medaglia d’oro (nell’immagine di copertina puoi ancora vedere l’annuncio su ebay).  Ma perché l’avrebbe fatto? Ha devulto l’incasso (16.100 $) ai movimenti di protesta bielorussi.

Herasimenia, capo della Fondazione Bielorussa di Solidarietà Sportiva (BSSF), rischia 5 anni di galera perché avrebbe criticato aspramente il regime di Lukashenko. È riuscita a organizzare manifestazioni con migliaia di partecipanti che hanno scatenato una reazione violenta delle forze dell’ordine (in tutto 4 morti e una valanga di arresti).

Il Comitato Olimpico Internazionale ha risposto all’appello della BSSF che chiedeva di ipedire alla bielorussia la partecipazione a Tokyo 2021. Per ora infatti ha sospeso il comitato bielorusso.

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