Sardegna: Piscine chiuse in zona Bianca? Una settimana per la riapertura?

Zona bianca piscine chiuse

Fonte immagini: Regione Sardegna, Pixabay, Wikipedia

Piscine chiuse anche in zona Bianca?

Nessuna buona notizia sembra arrivare dalla bella Sardegna. O almeno, dipende da che parte la si guarda. Lo scoramento deriva dal fatto che, seppure nell’ordinanza si dica quanto sotto riportato, mentre i ristoranti riaprono da subito, per le piscine ci sarà da attendere almeno un altra settimana.

Dice la nuova ordinanza valida da oggi 16 marzo, sino al prossimo 6 aprile:

“Fermo restando il divieto di assembramento, nonché il rispetto del distanziamento personale e del contingentamento, in conformità alle linee guida per riapertura
delle attività economiche e produttive attualmente in vigore, con possibilità di modularne l’esercizio in aumento ovvero in diminuzione, secondo l’andamento
epidemiologico della pandemia, è consentita sull’intero territorio regionale – fatta eccezione per le zone puntualmente interdette con ordinanze sindacali, a seguito della dichiarazione di rischio di diffusione virale – la riapertura delle seguentiattività:
a) Ristorazione, con apertura degli esercizi fino alle ore 23.00; b) Bar, pub, circoli privati, caffetterie ed assimilabili, con apertura degli esercizi fino alle ore 21.00;
In relazione all’andamento degli indicatori epidemiologici valutati a seguito di tali riaperture, con successive specifiche ordinanze – d’intesa con il tavolo tecnico
istituzionale composto dai rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità e della Regione Sardegna – potranno essere riaperte, con
le necessarie prescrizioni, le seguenti attività:
– Palestre, scuole di danza (senza contatto), piscine;
– Centri commerciali nelle giornate di sabato e domenica;
– Musei e luoghi della cultura nelle giornate di sabato e domenica.”

E questo nonostante Solinas ai microfoni di Radio 24, il 28 febbraio, avesse assicurato una riapertura graduale. Aveva detto che in caso di miglioramento della situazione durante la prima settimana di allenatamento si sarebbe proceduto con la riapertura di palestre, piscine e scuole di danza.

Intanto piscine, palestre e lavoratori di quel comparto, pur avendo messo a norma gli impianti, dovranno aspettare, aspettare, aspettare (se va bene una settimana?)  sperando nella prossima ordinanza.

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Non una grande considerazione per lo sport

C’è da dire che così in Sardegna come nel resto d’Italia sembra si continui a non considerare l’importanza dell’attività sportiva e la sicurezza delle piscine, già sottolineata da molti, tra cui il Professor Landi.

Oltretutto non si considera che questo tipo di attività chiude nel periodo estivo, ormai alle porte, e che quindi i titolari di palestre e piscine non potranno sfruttare i mesi caldi per ricevere una boccata d’ossigeno come ad esempio potranno fare i ristoratori. E nemmeno che moltissimi istruttori e allenatori non possono accedere alla cassa integrazione e che non hanno avuto nessun tipo di ristoro.

Allora perché se la Sardegna è zona bianca non si danno indicazioni per riaprre con le adeguate precauzioni? Insomma se la Sardegna dev’essere un esempio di come funzionerebbero le zone bianche nel resto d’Italia …la situazione non appare molto rosea. Coninuiamo a sperare che la situazione si sblocchi al più presto.

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