3 Motivi per cui Ryan Lochte sarebbe un temibile avversario a Tokyo

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3 Motivi per cui Ryan Lochte sarebbe un temibile avversario a Tokyo

Ryan Lochte per chi non lo sapesse è un nuotatore americano. Stagionato (4 anni più vecchio di Federica Pellegrini), ma piuttosto forte! Ecco tre ragioni per cui potrebbe essere un avversario temibile alle Olimpiadi.

Lochte è specializzato nel Dorso, nello Stile Libero e nei Misti. Si è portato a casa 6 ori, 3 argenti e 3 bronzi Olimpici e ai campionati del mondo di nuoto ha vinto ben 27 medaglie (diciotto erano d’oro). Ha battuto in carriera 17 record del mondo e ai campionati mondiali di nuoto è il secondo nuotatore nella storia ad essere andato a medaglia sei volte consecutive in una stessa gara, in questo caso i 200 misti, (prima è la mitica Federica Pellegrini con 8 volte nei 200 Stile Libero).

Se si qualificasse ai Giochi Olimpici potrebbe essere un terribile avversario (anche se dal 2016 non è stato più “sé stesso”). Alle prossime gare USA di qualificazione per Tokyo (a Omaha) si misurerà con diverse specialità. Ma le sue speranze sono tutte sui 200 Misti. È in questa gara che Lochte ha vinto tre medaglie Olimpiche e detiene il record del mondo. Ed è anche una gara in cui i 36 anni di esperienza di Ryan potrebbero ancora fare la differenza.

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Ecco i tre motivi per cui Lochte ha più di una possibilità di qualificarsi

1. Mr. Recupero.

I tempi che Lochte ha sempre fatto a metà stagione non sono mai stati eccelsi. Però quando è il momento della fase di scarico, recupera eccome (se vuoi saperne di più sul miglior modo di recuperare prova a leggere la nostra serie di articoli sul “tapering”). E poi in gara fa scintille. I tempi si abbassano visibilmente. Certo alla sua età non si abbasseranno come quando era più giovane. Ma ehi, Dara Torres ha vinto una medaglia d’argento a 42 anni.

2. L’esperienza.

Quando Lochte salirà sul blocco di partenza a Omaha molti dei suoi avversari saranno ragazzi giovanissimi. Che davvero usavano ancora il pannolone quando Ryan nel 2004 faceva la sua prima esperienza Olimpica. E non c’è evento che metta più pressione a un atleta delle Olimpiadi, a parte le gare USA di qualificazione alle Olimpiadi. Un terzo posto e ti lasciano a casa. Nervi a fior di pelle.

L’esperienza che ha maturato può essere per lui solo un vantaggio enorme. Questi veterano è saggio abbastanza da capire ogni dettaglio più insignificante delle gare di qualificazione. E di sicuro farà affidamento sulla sua conoscenza e sul fatto di aver già gareggiato molte volte in quel contesto. Sarà sufficiente? Non lo sappiamo, ma l’esperienza non è mai una cosa da poco.

3. Finire col botto

Come atleta arrivato a metà della trentina, Lochte è già oltre quello che sarebbe generalmente la vita media di un atleta Olimpico (eccezioni a parte). Spesso, intervistato, ha parlato della sua priorità: la famiglia. Ma anche del fatto che vorrebbe ritirarsi “col botto”. L’ultimo Kobe Bryant ha chiuso la sua carriera NBA con una partita da 60 punti. Lochte potrebb fare la stessa cosa portandosi a casa un biglietto per Tokyo.

C’è un vecchio cliché che dice che un atleta, quando è stretto all’angolo diventa pericoloso. Lochte potrebbe essere quell’atleta. E se arriverà alle Olimpiadi saranno gare davvero eccitanti.

Fonte: swimmingworld magazine

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