Piscine in crisi, arriva l’ennesima stangata

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Foto: libreshot/FIN

Piscine in crisi, arriva l’ennesima stangata

Ci risiamo, da un’intervista a GR Parlamento il presidente FIN Paolo Barelli prova a gridarlo ancora a gran voce. Per le piscine e le società solo batoste. Lo riporta il sito della Federazione Italiana Nuoto. Il grosso problema nasce dall’aumento delle bollette per le società che già stanno in… bolletta. E il problema non è solo per gli agonisti, ma anche per tutti quegli italiani che in piscina ci vanno per la salute e per tenersi in forma.

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Lo sport è socialmente importante

Lo abbiamo già detto: lo sport è socialmente importante, non è solo semplice svago. Detto mooolto brevemente chi nuota sta meglio e grava meno sul sistema sanitario. È un risparmio per lo stato. E i piccoli nuotatori delle scuole nuoto di oggi saranno le Pellegrini e i Paltrinieri di domani. Per questo e per molti altri motivi il presidente della Federazione Italiana Nuoto si prodiga costantemente a segnalare ed esternare la preoccupazione per una situazione tragica che non sembra, per adesso trovare rapida soluzione.

Dice Barelli: “Ristori? Gli impianti natatori che non sono solo per i grandi campioni, ma per i cittadini e lavorano in un delicato ambito come quello di insegnare a nuotare, sono alla carità, in ginocchio, stanno chiudendo. Non solo sono colpiti dalla pandemia, ora sono colpite dal caro energia. Scaldare migliaia di metri cubi di acqua hanno dei costi enormi. Siamo molto preoccupati, sono arrivate solo le briciole. […]. Spero si possa fare qualcosa nell’immediatezza”.

E aggiunge: “Perdite del mondo del nuoto? Si parla di cifre che superano il miliardo. Ci sono circa 4 milioni di cittadini che vanno in piscina in modo periodico e le società sportive sono già entità molto vulnerabili anche finanziariamente e con questa botta che ha azzerato le entrate e fatto lievitare i costi, il risultato è il fallimento”.

Il grossissimo problema, anche secondo noi, è quello delle  attività di base. Per adesso dalla politica non sembrano essere arrivate né risposte né tantomeno soluzioni. Ad oggi manca ancora il Ministero dello Sport e valentina Vezzali da sottosegretario fa quel che può ma… se manca un ministero manca tutto. Forse il primo problema da risolvere potrebbe essere questo per riuscire a farsi sentire?

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