Filippo Magnini: “Certe cose non dovrebbero succedere”

Filippo Magnini: "Certe cose non dovrebbero succedere"

Fonte Immagini: corriere.it / Sky.it

Filippo Magnini: “Certe cose non dovrebbero succedere”

Eh sì, è proprio questo il punto delle dichiarazioni rilasciate da Filippo “Filo” Magnini A proposito del caso Schwazer. Come certamente saprete, se siete appassionati di nuoto, Filippo Magnini ha sempre tenuto alla battaglia contro il doping essendo anche testimonial della campagna “I’m Doping Free”.

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La storia, da Schwazer indietro fino a Magnini

Dice Filippo Magnini al telefono con l’ANSA: “Sono contento che Schwazer abbia trovato la forza e la costanza per far valere le proprie ragioni e alla fine ci sia riuscito. Certe cose non dovrebbero succedere”. A cosa si riferisce?

Si riferisce ai fatti accaduti l’1 Gennaio 2016, anno in cui il marciatore Olimpico italiano Alex Schwazer viene accusato di doping (frode sportiva per la positività al…). Schwazer ha sempre professato convintamente la propria innocenza.

Finalmente è arrivata la GRAVISSIMA sentenza in cui il giudice ritiene “che i campioni d’urina prelevati siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi e dunque di ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore, Sandro Donati”. Reati gravissimi che daranno il via a nuove indagini  per capire chi e per quali motivi ha manipolato i campioni di urina.

Una storia già sentita?

Se vi sembra una storia già sentita è perché la stessa cosa successe al nostro campione nazionale di nuoto, Filippo Magnini, che proprio per questo ha espresso solidarietà e contentezza per la soluzione vicenda Schwazer.

“Filo” si era preso una squalifica di 4 anni. Il Tribunale Nazionale Antidoping lo aveva messo sotto accusa per la frequentazione col nutrizionista Guido Porcellini che era stato anch’egli squalificato (addirittura per 30 anni). La condanna di Magnini oltrepassò immutata sia il primo che il secondo grado, perché sospettato di aver tentato di utilizzare sostanze dopanti.

Salvo che anche per Magnini arrivò la sentenza di innocenza, il 27 febbraio 2020. Il nuotatore espresse la sua gioia anche attraverso i social (vedi immagine qui sotto):

 

Anche in questo caso non si sono mai capiti i veri motivi e si auspicano indagini ulteriori. Filo dice “Ho pensato di tutto, che il mio movimento ‘I’m doping free’ possa aver dato fastidio a qualcuno, che io potessi essere una pedina per colpire qualcuno più importante”.

Intnato rimangono i fatti: Magnini non si è mai dopato né mai ha chiesto, né pagato, per delle sostanze dopanti. Per questo il Tribunale Nazionale Antidoping dovrà pagare 5000 franchi svizzeri come rimborso a Magnini per le spese legali. Conclude Filippo in diretta su SkySport: “Ho vinto, abbiamo vinto. Non auguro a nessuno di lottare per una ingiustizia: proprio perché tu sai di essere nel giusto, fai una fatica bestiale a dimostrarlo”. Proprio per questo possiamo ben credere  che la solidarietà a Schwazer sia vera e sincera.

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