Palette e paracadute nell’allenamento dei velocisti

Palette e paracadute, hanno un senso per i velocisti?

Palette e paracadute sono attrezzi utilizzati l’uno per aumentare la propulsione, l’altro per frenarla. Li troviamo ormai su ogni piano vasca e in ogni allenamento ma, a dispetto del grande utilizzo, sono davvero poche le ricerche che ne supportano o sconsigliano l’utilizzo provandone o smentendone l’efficacia.

Una ricerca (Telles, 2011) ha analizzato 4 condizione di resistenza nello stile libero: nessun attrezzo, palette, paracadute, palette + paracadute. Si è osservata, tramite analisi video (60 Hz), la relativa fase di bracciata per ogni arto, la velocità e la frequenza di bracciata relative ad ogni condizione.

Nello specifico questi ricercatori hanno sottoposto i nuotatori a sforzo massimale di velocità e osservato la differenza di tempi tra ogni variazione di Stile Libero per determinare se l’indice di coordinazione cambiava a seconda del cambio di attrezzatura.

Soggetti

Undici nuotatori maschi (età: 21.9 ± 4.5 anni; tempo migliore sui 50m: 24.23 ± 0.75 sec).

Risultati

paracadute per nuoto frenatoGli autori scrivono: “la frequenza di bracciata diminuisce in ogni condizione (P < 0.05) e la velocità diminuisce con il paracadute e con paracadute + palette (P < 0.05). La modalità di coordinazione cambia, nella nuotata senza attrezzi aumenta la distanza x bracciata (-2.3 ± 5.0%), in quella con le palette (-0.2 ± 3.8%), paracadute (0.1 ± 3.1%), e palette + paracadute (0.0 ± 3.2%) diminuisce. Nonostante queste variazioni non si osservano differenze significative nella durata delle fasi di bracciata braccio-destro/braccio-sinistro, o nell’indice di coordinazione”.

Conclusioni

Questa ricerca è interessante perché ha analizzato l’efficacia di attrezzi utilizzati comunemente dagli atleti. Troppo spesso questi attrezzi vengono utilizzati senza prove evidenti o senza conoscere l’argomento. Certo questo non vuol dire che certi attrezzi non si debbano utilizzare ma che, finché la ricerca non ne abbia confermato l’efficacia, dovrebbero essere utilizzati con molta parsimonia.

Questo studio sottolinea bene la differenza tra il passaggio di uno stile, senza attrezzi, impostato sulla distanza X bracciata ad un altro, frenato, in cui questa impostazione cambia. Questa differenza è importante visto che molti nuotatori cercano proprio di migliorare la distanza percorsa per bracciata. Se l’obiettivo è questo allora forse utilizzare attrezzi non è consigliabile per questo tipo di velocisti.

Da tener bene presente che questo studio si è occupato solo di velocisti e non dell’effetto di questi attrezzi su distanze lunghe/aerobiche. L’uso delle palette è diffuso nelle serie aerobiche senza che ci siano ricerche specifiche a provarne l’efficacia. Il nuoto frenato (con paracadute o con elastico da corsia) può essere usato per allenamenti specifici sull’incremento della forza finché si nuota vicino alla velocità massima (Schnitzler, 2011).

In futuro la ricerca dovrà anazlizzare i differenti tipi di nuoto frenato e l’efficacia delle palette in rapporto alle lunghe distanze e al nuoto di fondo.

(Di John Mullen)

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