Osservando i miei Master che si allenano – parte 2

Osservando i miei master che si allenano (la seconda e ultima parte)

C’è un’incredibile voglia di imparare

Siccome i master che si allenano SCELGONO di allenarsi anziché avere mamma o papà che li svegliano a forza al mattino per far loro impacchettare gli attrezzi e trascinarli in piscina, di norma c’è un apprezzamento maggiore per il lavor di tecnica rispetto a quando lo faccio con i ragazzini.

I Master (per fortuna) provano a fare qualsiasi esercizio io chieda loro di fare senza obiezioni (se non la curiosità di sapere perché lo stiamo facendo) e sopratutto senza dover ripetere troppe volte il messaggio. Insomma, siamo più “vecchi”, saggi e più abituati alla consapevolezza che non possiamo essere capaci di conoscere tutto di tutto e che lavoriamo con persone che, si spera, sappiano come portarci a un miglioramento (aka fare il proprio lavoro in quello specifico campo, il nuoto nel nostro caso)

Nonostante io ami lavorare con giovani nuotatori che cercano in tutti i modi di essere meglio, il messaggio e l’approccio è completamente diverso con i master. Anche se il 90% dei miei master non partecipa alle competizioni, sono comunque interessati a capire cosa possono fare per migliorarsi.

Se uno dei loro figli nuota nella squadra di agonisti o pre-agonisti posso usare la psicologia inversa per stimolarli a migliorare

Quale allenatore di ragazzini non ha mai detto (o sognato di dire) “..se continui così lo dico ai tuoi genitori!”. La cosa fantastica dell’avere genitori di atleti all’interno della squadra master è che puoi ribaltare i ruoli. Sanno che lavoro con la loro progenie ed è una soddisfazione dir loro “Se lo fai ancora così male finirò col dirlo a tua figlia!”. Certo, ci si ride sopra ma non bisogna perdere di vista che ogni genitore vuole essere speciale agli occhi del proprio figlio, e il pensiero che l’uno abbia fatto una cosa che ha fatto anche l’altro aggiunge un filo al legame esistente tra i due.

Forse ancora più importante il fatto che i genitori che hanno intrapreso un processo per cui si sono infilati in un’attività, non necessariamente obbligatoria, li porta a guardare con altri occhi l’impegno dei loro ragazzi nel nuoto. Molti genitori hanno cambiato completamente atteggiamento e se ne stanno lì con gli occhi incollati sui loro figli ascoltandoci che spieghiamo come tenere la posizione in una cosa semplice come la STREAMLINE. Può essere difficile capire come qualcuno non riesca a fare qualcosa di così palesemente migliore a livello pratico ma non semplicisismo da mettere in pratica nel modo giusto. Quei genitori mi sentono dire le stesse cose a loro, le stesse che ho detto magari per correggere lo stesso errore di loro figlio.

Sviluppano così un’incredibile empatia per quello che i loro figli passano quando sono in vasca e, molto più importante, il tono della conversazione passa dal giudicare al comprendere. Si costruisce un nuovo livello di intimità tra loro che posso sperare li avvicini di più come famiglia (penso possa essere considerata una delle aspettative macroscopiche di un allenatore durante lo svolgimento del proprio lavoro) . Condividere quel legame e sperimentare le stesse cose. È davvero figo!

Ogni Master inizia la propria attività in piscina per ragioni diverse e, come allenatori, dobbiamo fare in modo che questo sport fantastico sia accessibile a tutti.

Ho un paio di modi di dire per i nostri Master del mezzogiorno, li vorrei condividere con te:

  • L’obiettivo dei master è nuotare il meno possibile! – Al contrario di quel che può sembrare, questa frase sottolinea l’importanza di imparare migliori posizioni di scivolamento, virate, distanza per bracciata, in altre parole migliorare a tecnica.
  • Le serie che vi propino sono suggerimenti.  Modificatele secondo le vostre possibilità, ma cercate di non intralciare gli altri. – Questo è sopratutto per i triatleti che fanno rana o battuta di gambe o per quei nuotatori che hanno avuto una giornata dura a lavoro. Fai quel che puoi, divertiti e grazie per essere venuto.
  • Sono qui per te, di che hai bisogno? – Seriamente, voglio fare di tutto perché la tua permanenza in vasca sia la migliore esperienza. Vuoi usare pinne durante una serie? Va benissimo.  Vuoi usare il pull buoy anziché nuotare stile completo. Nessun problema. Non ti piace usare una tavoletta durante la battuta di gambe? No, la tavoletta NON la devi usare durante la battuta di gambe (al limite uno snorkel) 🙂 (se vuoi sapere perché puoi dare un’occhiata all’articolo “Meglio non usare la tavoletta in allenamento?“!

Ti sei perso la prima parte? La trovi qui:

Osservando i miei Master che si allenano – parte 1

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