L’arte di “Nuotolare”

Nuotolare è l’insieme delle due parole Nuotare e Scivolare. Ho inventato questo neologismo per descrivere l’atto di nuotare con la minore quantità possibile di attrito frontale.

nuoto nuotolarePer ogni anno che passo ad allenare i nuotatori al Race Club apprezzo sempre di più l’importanza del fattore “attrito frontale” al fine di ottenere maggiore velocità in vasca. Visto che il nostro sport si svolge in un liquido denso circa 800 volte di più dell’aria, attriti importanti si manifestano a velocità anche molto basse. Inoltre piccoli cambiamenti nella posizione di corpo, braccia o gambe possono aumentare o diminuire SENSIBILMENTE l’attrito frontale. Il nuoto è davvero uno sport in cui è necessario curare i piccoli dettagli.

La quasi totalità degli atleti di alto livello nel nuoto sa benissimo come nuotolare attraverso l’acqua. Questi nuotatori hanno imparato a muoversi in acqua con una quantità minima di attrito grazie ad un processo di tentativi ed errori, buoni allenatori/allenamenti, migliorata sensibilità all’acqua o una qualche combinazione di tutti e tre questi elementi.

Nonostante essi siano anche in grado di sviluppare grande potenza, è la qualità della loro tecnica che permette loro di vincere le gare!

La vera sfida nell’imparare a nuotolare, invece che semplicemente nuotare, è che i nuotatori non sentono le forze di attrito frontali che si oppongono alla loro movimento attraverso l’acqua. Di solito essi sentono le forze propulsive o di sollevamento sulle mani o, se si concentrano a sufficienza, anche quelle dei piedi durante la battuta di gambe. Sfortunatamente le posizioni di massima propulsione non sono le stesse che permettono il minimo attrito. Di conseguenza molti nuotatori cascano nella trappola/inganno della potenza. In altre parole nuotano invece di nuotolare.

La trazione a gomito alto nello Stile Libero (nota come EVF) è un buon esempio di come imparare a nuotolare. Nonostante una trazione in maggiore profondità produca una maggiore forza propulsiva, la velocità del nuotatore (determinata dalla forza propulsiva meno la forza dell’attrito) alla fine sarà minore (sopratutto sulle lunghe distanze) rispetto a quella ottenibile utilizzando la trazione a gomito alto. Mentre usi la bracciata a gomito alto è come se tu stessi viaggiando su uno skateboard e continuassi a spingerti col piede regolarmente per mantenere la velocità. Con l’altro sistema sarebbe, invece, come se tu ti dessi una spinta col piede e poi aspettassi di essere di nuovo quasi fermo per darti un’altra spinta. Lo skateboarder che si spinge regolarmente mentre è in movimento non solo utilizza/spreca meno energia ma sfrutta anche l’inerzia per mantenere un accelerazione costante.

Ci sono molti altri esempi che si potrebbero fare sul nuotolare attraverso l’acqua, ma il punto è: non ci vuole poi tanto per passare dal nuotare al nuotolare. Il nuoto è uno sport di millimetri, decimi di secondo e gradi. Abbassa il gomito di una manciata di millimetri e l’attrito schizza alle stelle (e maggiormente quanto più alta è la tua velocità). Inizia la trazione a Rana qualche decimo di secondo prima del necessario e l’attrito durante la spinta  di gambe  schizza alle stelle. Riduci la rotazione delle anche di qualche grado così che le ginocchia stiano più larghe sulla battuta di gambe a Rana e l’attrito schizza alle stelle.

Non ci aspettiamo che gli allenatori abbiamo tempo e modo di individuare ogni dettaglio della tecnica del singolo nuotatore durante un allenamento affollato. È già un’impresa mantenere i nuotatori sugli intervalli corretti tra le serie. Ma quello che cerchiamo di fare qui al Race Club è prestare attenzione ai dettagli sopra e sotto l’acqua per trasformare i nostri nuotatori in nuotolatori.

Gary Hall Sr.

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