La posizione della testa nello Stile Libero – botte piena e moglie ubriaca!

Mentre nuoti a Stile Libero, la posizione di minor attrito frontale non è necessariamente in correlazione con la posizione di massima potenza propulsiva. La posizione della testa è solo un esempio di questo tipo di conflitto. Quando la testa è in allineamento col corpo e la colonna vertebrale è dritta si ha il minor attrito. Ma, per massimizzare il potere della bracciata in fase subacquea, la bassa schiena deve arcuarsi un poco col risultato dell’elevazione della testa.

Con alcuni dei movimenti che utilizziamo per nuotare il Crawl, come quelli in fase subacquea di bracciata, ci troviamo a dover scegliere tra una maggior potenza o un minor attrito, e spesso scegliamo un compromesso tra i due che ci sembri soddisfacente. Così non è quando si tratta di posizione della testa.

A causa del rapporto esponenziale tra l’attrito frontale e la velocità, è estremamente importante che il minor coefficiente di attrito coincida con il momento in cui il nostro corpo si sta muovendo alla massima velocità in acqua. Questo accade nel momento in cui la mano entra in acqua. È in questo momento che è essenziale avere la testa abbassata nel migliore dei modi.

Accadono due cose positive  quando teniamo la testa bene giù al momento dell’entrata della mano in acqua. Prima di tutto l’onda arcuata dell’acqua passa sopra alla testa tenendola in immersione per un momento. C’è meno attrito sott’acqua che non sulla superficie della stessa. Secondo, il nostro corpo si allunga meglio assumendo una forma più favorevole all’avanzamento in acqua.

Nuotatori di livello altissimo, come Phelps, Sun Yang e Katie Ledecky, hanno una notevole accelerazione quando abbassano la testa subito dopo la respirazione, accompagnata anche da una fortissima forza propulsiva di gambe. Anche se è più facile fare una cosa del genere con una più lenta frequenza di bracciata (tipica di chi utilizza uno stile hip-driven) che non con una frequenza veloce (tipica di chi utilizza uno stile shoulder-driven), essa è valida in entrambi i casi.

Una volta che la mano è in acqua, all’incirca 30 centimetri davanti alla spalla, iniziando la fase propulsiva di trazione (quando la mano comincia a muoversi all’indietro), il corpo deve leggermente cambiare la sua forma per aumentare la potenza. Non è possibile massimizzare la forza del movimento di trazione in immersione senza arcuare la bassa schiena – il che causa un piccolo sollevamento della testa (un po’ come quando si fa un sollevamento alla sbarra).

Se si potesse vedere il movimento della colonna di un atleta di livello mentre nuota, potremmo osservare il passaggio da una schiena relativamente dritta a un leggero inarcamento della bassa schiena ad ogni ciclo di bracciata, di continuo. Questo movimento permette al nuotatore di sfruttare una posizione di potenza e di minor attrito.

La vera domanda è: se nuotare con la testa bassa porta a nuotare più velocemente, perché tutti tendono a tenerla leggermente alzata? La risposta è “nuoto difensivo“.

In una corsia affollata o in nuotate tipo partenze di gare in acque libere o triathlon, ogni nuotatore cerca freneticamente o meno di evitare una collisione non necessaria. In piscina stai in testa a tutti o 10 secondi indietro, tieni la destra e preghi che in vasca non ci sia chi nuota storto, ma cerca di tenere la testa giù! In gara, o dopo esserti liberato dalla folla iniziale in acque libere, beh, non hai più scuse! Tieni la testa abbassata nel modo giusto quando la mano entra in acqua e goditi la spinta.

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