Misti Individuali: Quale Stile Decide la Gara?

Foto: Peter Bick

Misti Individuali: Quale Stile Decide la Gara?

I Misti individuali possono davvero essere una gara esaltante. Potenzialemente ogni cambio di stile può cambiare la forma stessa della competizione. Tutte le forze e le debolezze del nuotatore, o della nuotatrice, sono in bella vista. E questo apre a molte possibilità rispetto a come può svolgersi la gara.

Ci sono molti che pensano alle gambe a Rana quando pensano al momento cruciale dei Misti che può cambiare il risultato di gara. Ma non è sempre così. Ad esempio, alle qualificaizoni Olimpiche americane del 2016 Jay Litherland ebbe la meglio su Ryan Lochte giocandosi al momento giusto la potenza della battuta di gambe a Stile Libero. Durante gli anni ci sono stati tantissimi nuotatori dei Misti che avevano la Rana come loro punto debole (uno su tutti: Michael Phelps). Quindi, Quale stile fa veramente la differenza quando si tratta della gara Misti? Vediamo se c’è una vera risposta, continua a leggere.

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Metodologia

Per venire a capo della questione cominciamo analizzando i migliori 16 finalisti nei 200 e 400 Misti ai campionati nazionali USA. Sia uomini che donne. I dati provengono tutti, per uniformità, da competizioni in vasca corta. Sono state incluse sia le batterie che le finali. Questo approccio ha fornito 96 blocchi di dati per ogni gara.

Per determinare quale parziale presentasse le maggiori variazioni abbiamo analizzato il ventaglio di ampiezza e la deviazione dallo standard. Questo metodo dovrebbe darci un’idea realistica di dove si posizioni la maggior differenza media tra i nuotatori. Se vuoi saltare la parte di statistiche e numeri vai pure in fondo alla pagina al paragrafo Conclusioni.

Ampiezza

I primi risultati che abbiamo analizzato sono le ampiezze tra il parziale più veloce e quello più lento in ogni serie di dati. Ecco i risultati:

Donne 200 Misti Uomini 200 Misti Donne 400 Misti Uomini 400 Misti
Farfalla 2.63 2.01 4.33 3.81
Dorso 3.48 3.10 5.96 4.87
Rana 4.28 3.75 7.91 6.78
Stile 2.46 2.23 6.25 5.36

Possiamo innanzitutto osservare che la Rana ha il  più ampio ventaglio di tutti e quattro gli stili. Ma i dati si fanno più interessanti quando si va a vedere il secondo più ampio ventaglio. Nelle gare più corte il Dorso ha la seconda maggiore ampiezza. Ma quando si tratta di gare lunghe è invece lo Stile Libero ad avere maggiore ampiezza. Questo probabilmente è dovuto a un paio di tempi più lenti nei 400 Misti, ad indicare che il nuotatore o la nuotatrice stavano esaurendo le energie. Ad esempio nei 400 Misti donne ci fu un parziale a Stile Libero di 1’00″42, ma, se guardiamo i tempi di tutti, nessun altro ci ha messo più di 59 secondi.

Per una migliore misurazione dell’ampiezza media abbiamo guardato la differenza tra il 25esimo e il 75esimo tempo percentuale. Ecco i risultati in tabella:

Donne 200 Misti Uomini 200 Misti Donne 400 Misti Uomini 400 Misti
Farfalla 0.59 0.43 1.15 0.95
Dorso 1.26 0.92 1.66 1.59
Rana 1.47 1.04 2.36 1.75
Stile 0.62 0.62 1.21 1.43

Qui i risultati dipingono un quadro ancora più chiaro.Mentre la Rana ha ancora l’ampiezza maggiore, il Dorso è secondo su tutti. Lo Stile invece è adesso il più vicino ad avere l’ampiezza minore. Questo indica che i parziali a Stile Libero sono per lo più raggruppati in un’ampiezza minore ma alcuni di loro sono molto più veloci, o più lenti, rispetto allla media.

Deviazione standard

Per capire ancora meglio il significato di questi tempi e della variazione media, ho guardato alla deviaizone standard. Quest’ultima ci dà un’idea più precisa della differenza media dai tempi principali. Che è meglio rispetto a guardare la differenza tra due gruppi di dati scelti in maniera casuale. Ecco qua:

Donne 200 Misti Uomini 200 Misti Donne 400 Misti Uomini 400 Misti
Farfalla 0.50 0.32 0.84 0.78
Dorso 0.83 0.62 1.22 1.14
Rana 0.93 0.71 1.61 1.37
Stile 0.47 0.47 1.04 0.99

I risultati supportano l’idea che la Rana sia lo Stile maggiormente variabile. A seguire il Dorso, specialmente sull adistanza dei 200m. Segue lo Stile Libero e infine il meno variabile, la Farfalla.

Limiti dell’Analisi

Tutte e tre le misurazioni indicano che la Rana ha le maggiori variazioni tra tutti e quattro gli stili che si nuotano durante i Misti. Ciò significa che si può affermare con una certa sicurezza che la Rana è lo stile in grado, più degli altri, di cambiare il risultato di una gara di Misti.

Se è vero che i dati raccolti si riferisocno solo a tre anni di risultati il trend sembra ben chiaro. Non sembra esserci ragione epr pensare che aggiungere ulteriori anni potesse cambiare i risultati finali. Più interessante invece sarebbe stato aggiungere più nuotatori e non solo i migliori 16. Questo avrebbe aggiunto una maggiore variabilità, sopratutto per lo Stile Libero. Infatti molti nuotatori perdono energia proprio nella parte finale della gara.

Un’altra limitazione di questa analisi potrebbe essere la vasca corta. In vasca corta ha molto più peso la fase subacquea e le variazioni di velocità in vasca lunga potrebbero essere registrate in maniera pi affidabile. Ci si augura di poter fare un nuovo studio in vasca lunga, frattanto ecco le conclusioni.

Conclusioni

In definitiva nonostante la Rana sia lo stile con maggiore variazione, non significa che per nuotare con successo un Misti tu debba essere un ottimo ranista. Le gare di Misti forse sono così entusiasmanti proprio perché permettono ai nuotatori di trovare la formula che funziona meglio con le proprie forze e debolezze ed applicarla in gara.

Ad esempio guarda questi risultati (parziali) delle batterie uomini dei nazionali USA 2017:

Farfalla Dorso Rana Stile Totale
G. Bentz 50″79 56″46 1’01″60 49″77 3’38″62
J. Roberts 48″79 53″78 1’04″39 51″95 3’38″91

Questi due nuotatori hanno nuotato due gare completamente diverse. All’atto pratico nessuno dei loro parziali è nemmeno lontanamente vicino a somigliarsi. Ma alla fine entrambi hanno nuotato un 3’38 e sono stati ammessi in finale. Se dovessimo trarre una conclusione sarebbe questa: non devi essere forte in uno stile particolare per aver successo nei Misti, devi essere forte in tutti e quattro!

Fonte: Swimmingworldmagazine

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